Il principio dell’estetica. La ricerca del sublime. La visione dell’esistenza. Sono questi i valori che rendono distintiva l’arte. E quando ArtGallery li ritrova nel lavoro di un artista, lo premia nominandolo artista del mese e dedicandogli uno spazio espositivo virtuale. Perché l’arte non deve rimanere nascosta. Ma deve uscire a illuminare le coscienze.

Immagine di un'opera di Andrea Mangione

Titolo Opera: Serie A19 Highway

Artista del mese
Andrea Mangione

novembre 2016

BIO
Andrea Mangione è un artista visivo che vive e lavora tra Catania e Torino. Nel 2005 avvia un percorso di interesse dedicato alle tematiche della rappresentazione figurativa, attraverso l’utilizzo di metodi tradizionali che conservano una memoria fotografica, filmica e digitale.

Insieme al fratello Marco conosce l’ambiente del writing nel 2003, partecipando attivamente alla realizzazione di interventi murali, firmati da
 Marco con lo pseudonimo di Guè. Il sodalizio dà vita nel 2006 al progetto Brevidistanze, una riflessione sulle possibilità associative dei diversi linguaggi proposti dai due artisti. Nel 2013 inizia, insieme ad altri giovani collaboratori, il progetto Ritmo, uno spazio culturale indipendente con sede a Catania, atto alla ricerca e alla divulgazione delle nuove tendenze contemporanee, collaborando con artisti nazionali e internazionali.  


REVIEW
Al centro delle opere di Andrea Mangione vi sono strade e parcheggi, ambienti che si ripetono anonimi nelle aree urbane. Spazi uniformi ed evanescenti che anche quando riportano indicazioni di luoghi specifici come New York, Londra o Tokyo ritraggono i non luoghi teorizzati da Marc Augé. I nomi delle metropoli ricordano cartelli stradali di un percorso introspettivo che l’artista compie facendosi portavoce di una Beat generation contemporanea in continuo movimento e alla costante ricerca di qualcosa.

Momenti effimeri e rarefatti, luoghi che non concedono punti di riferimento e che scorrono nella memoria creando un flusso perpetuo di percezioni visive e sensoriali che, elaborati nel processo di creazione artistica, vengono restituiti allo spettatore attraverso tele dai colori tenui.

Il lavoro dell’artista coinvolge quindi il processo di sedimentazione della memoria, elaborazione cognitiva che si manifesta nell’utilizzo e nella stratificazione di più medium e tecniche creative. L’artista estrapola parole e immagini dai loro contesti originali riprendendo frame di film, vecchie fotografie, ritagli di giornale o luoghi impressi nella memoria: per uno studio sul linguaggio e sulla mediazione del tempo che l’artista interiorizza in una sintesi pittorica delicata che instaura una relazione empatica con l'osservatore.