Il principio dell’estetica. La ricerca del sublime. La visione dell’esistenza. Sono questi i valori che rendono distintiva l’arte. E quando ArtGallery li ritrova nel lavoro di un artista, lo premia nominandolo artista del mese e dedicandogli uno spazio espositivo virtuale. Perché l’arte non deve rimanere nascosta. Ma deve uscire a illuminare le coscienze.

Titolo Opera: All Birds Were Originally Totems

Artista del mese
Noot.club

ottobre 2017

REVIEW
L’opera “Inventory of a language” nasce da un’esigenza concreta che si trasforma in riflessione: il dover trasportare un’opera di grande dimensioni e la mancanza di risorse per poterlo fare adeguatamente. Da qui la decisione di portare in mostra non il lavoro iniziale, ma una sua rappresentazione composta da un’immagine e da alcuni suoi elementi, considerando provocatoriamente come grandezza di riferimento le dimensioni di una valigia approvata dalle norme Ryanair. Questa autoimposizione è un riferimento pungente verso il modus operandi di coloro che non rinunciano “a concepire installazioni fisiche grandi e pesanti quando si potrebbe realizzare video, rendering 3D o qualsiasi altro lavoro facile da trasportare”. I singoli frammenti che compongono l’installazione, prelevati dal loro contesto originario, assumono così un nuovo significato all’interno di un diverso spazio espositivo. Qui sono infatti disposti su più ripiani, come fossero reperti archeologici da mettere in mostra: veri e propri resti di un’epoca consumistica in quanto, “considerando il ritmo con cui consumiamo le immagini e l’attuale cultura visiva, non è impossibile immaginare un'archeologia iper-accelerata dell'arte contemporanea. Invece di rovine che sono frammenti di opere che sono esistite 2000 anni fa, perché non rovine di un pezzo che è stato compiuto un paio d'ore prima?”. Questi reperti e tutto il processo di produzione artistica sono i protagonisti di una riflessione sul linguaggio contemporaneo e su cosa influenzi la concretizzazione di un’idea. Difatti, un’opera d’arte altro non è che una proiezione concreta di un’intuizione e di tutte le scelte e i compromessi che vengono accettati durante l’intero processo di creazione. Tutte queste valutazioni sono quindi delle forme di traduzione del concetto iniziale che si finisce inesorabilmente per sovvertire visto che “tradurre è tradire”. Noot.club indaga le pratiche di creazione artistica e molteplici aspetti del quotidiano a partire da contesti comuni, tangibili, come testimonia la serie di lavori “Long day at the office” dove il duo artistico reinterpreta alcuni elementi della vita lavorativa ricreando oggetti artificiosi e scenari improbabili.
BIO
Noot.club è un collettivo formato da Andres Ayerbe (1990, Italia / Colombia) e Camille Leproust (1989, Francia). Insieme lavorano su diversi media per permeare vari ambiti della cultura contemporanea, tra cui tecnologie, sistemi di produzione e di credenze. Noot.club ha esposto a Londra presso la Whitechapel Gallery, Somerset House, V&A Futures Digitale, Mile End Pavilion e di recente presso il Fotopub festival (Slovenia). Attualmente entrambi vivono e lavorano in Colombia.