Il principio dell’estetica. La ricerca del sublime. La visione dell’esistenza. Sono questi i valori che rendono distintiva l’arte. E quando ArtGallery li ritrova nel lavoro di un artista, lo premia nominandolo artista del mese e dedicandogli uno spazio espositivo virtuale. Perché l’arte non deve rimanere nascosta. Ma deve uscire a illuminare le coscienze.

Titolo Opera: Volare (dettaglio)
Anno: 2017

Artista del mese
Valentina Colella

gennaio 2018

Affascinati dai lavori e dalla continuità di forme e colori delle opere di Valentina Colella le scriviamo per approfondire la sua produzione artistica attraverso sei domande sui suoi lavori.


Nei tuoi lavori spesso si incontra il colore rosa, esiste un motivo per cui prediligi questa tonalità o è una scelta puramente estetica?

Il colore rosa ha in serbo la connessione con la femminilità, non è una scelta soltanto estetica, gli anni ottanta hanno imposto l’idea del colore che identificasse il genere d’appartenenza del bambino. Sono nata nell' 84 credo che da sempre il rosa sia stato il mio alleato... Scrissi la mia seconda tesi di laurea rilegandola  in un concept grafico molto pink, all'interno 3 miei progetti che trattavano problematiche legate alla psicologia e alla quotidianità dell'essere donna, una prima parte di analisi attraverso l'immedesimazione in 10 personaggi da me inventati con cui entravo in chat, per due anni mi aprivo al mondo dell'anonimato nelle stanze della chat, c'ero sempre io, una donna / una ragazza davanti al monitor, ma una mattina ero Piccolo Dolcetto - una minorenne, la sera ero Giorgio/a - un/a trans, e così via... MA il punto focale divertente arrivò durante la discussione della tesi, una docente della commissione mi rivolse una domanda completamente avulsa dal tema... mi chiese se da piccola giocassi con le Barbies io risposi di no, la verità, negli anni ho lavorato molto allo studio della tonalità del rosa a me più congeniale, fino ad arrivare al mio rosa, più vicina al magenta. Difficilmente l'abbandonerò. In ogni caso deciderà il rosa e non io.


Le tue opere spaziano da installazioni-video a sculture, da fotografie a lavori su carta. C’è un medium che preferisci? Hai mai utilizzato più supporti differenti per la realizzazione di una stessa opera?

Preferisco lavorare sul/la carta, è così delicata, intrinseca di storia, offre possibilità incredibili, e con l'intaglio trovo la mia dimensione. Ma con la carta il dialogo è intimo. Le pulsioni cambiano. Ho bisogno di confrontarmi  con la pittura costantemente, anche lì trascendo, per me rimane il medium più estraniante. Nelle installazioni solitamente mi concedo la libertà di utilizzare il video e la scultura, amo confrontarmi con lo spazio e dialogarci senza inibizioni, dopo aver chiesto il permesso, siamo soli: le mie idee ed io...poi arriva il pubblico...


L’immagine di un volo estrapolato da Google Maps nel 2013 è un elemento molto emblematico e di forte impatto sia emotivo sia visivo che nel tempo si è evoluto. È stato uno sviluppo consapevole oppure inconscio?

Il 29 agosto del 2013 ho appreso da Facebook la notizia della morte del mio compagno. Pochi minuti dopo  ero dentro Google Maps alla ricerca del percorso più veloce per raggiungere il luogo dove mi aveva lasciato per sempre. Ma il computer si è bloccato sulla schermata dell’indirizzo  della mia abitazione, inquadrando una porzione di cielo con un uccello in volo che si avvicinava alla mia finestra, un’immagine sfuocata. Ho fatto lo screenshot più importante della mia vita, è stato il mio tormento. Per un anno l’ho tenuto celato in una cartella con una “nostra” password ma non sono mai partita, avevo troppa paura. Per un anno l’ho aperto senza fare niente, solo per guardare quel volo.  All’inizio del 2014 ho sentito la necessità di ricostruire il passato. Mi sono avvicinata zoomando sul volo, alla scoperta di dettagli che potessero fare chiarezza, ma la mia spasmodica ricerca portava l'immagine a dissolversi nello spazio, fino a diventare cielo essa stessa. Per avere l’essenza del volo era necessario dargli una forma precisa, creare il suo possibile confine.[...] dal mio statement.


Tutti gli elementi appartenenti a un immaginario ben definito sono ancora al centro della tua ricerca artistica? È un ciclo che hai concluso o che continui a portare avanti?

Il 2018 vedrà una conclusione, i fogli intagliati diventeranno parti di una lapide, e il volo nero sarà l'epitaffio. Il ciclo dovrà chiudersi, trasformandosi in un addio estremo. Il progetto è autobiografico, ha un'inizio ed avrà una fine, ma s-fortunatamente ci sono gli strascichi. Nuove visioni nasceranno dal gioco pieno-vuoto e  una nuova storia prenderà inizio.

Per quanto riguarda il progetto Dove dormono le stelle non ho intenzione di fermarmi.

La prima edizione è stata realizzata in Italia, presso il Museo Laboratorio di Città Sant'Angelo, all'interno della mia mostra personale ... e dopo accadde il bianco! a cura di Vittoria Biasi, nel 2017 durante il programma di Residenza ARP, organizzato dal centro Luigi Di Sarro, sono andata a cercare la forma essenziale delle stelle a Capo Di Buona Speranza in Sud Africa ed ho realizzato l' installazione Dove dormono le stelle 2, presso Everard Read Gallery di Cape Town. Il desiderio è di ampliare ogni volta il mio archivio di stelle nel mondo. Non sarà facile creare una nuova costellazione, ma quando un lavoro parla di sogni non può essere interrotto.


Nel 2015 hai realizzato una performance su Facebook dal nome 29 Stations Of The Cross, ce ne vuoi parlare? Come è nata e come si è svolta?

Sono stata invitata a realizzare un'opera sull'input di una domanda "Valentina qual è il futuro della performance?" la mia risposta è stata breve e chiara "oggi siamo tutti performers su Facebook, ma sicuramente in futuro cambierà vetrina. La via però è questa!" Dover realizzare una performance, senza essere performer, mi ha spaventato solo per un attimo. La voglia di raccontare l'identità virtuale ha preso il sopravvento, restituendomi intatta la mia forza. Ho così deciso di apparire scomparendo nella mia immagine del profilo, per 29 giorni. Ho tracciato sul mio corpo le coordinate del volo, svelandomi in ogni stazione della Via Crucis, in pose provocatorie: Valentina autoritaria piuttosto che docile. Mi dissolvevo e mi spogliavo, trasformandomi in una campitura di pixel magenta. Nel 2015 la performance è stata stampata su 29 carte fine art ed esposta nella mostra Gestures-Body Art Stories a cura di Valerio Dehò al Kaohsiung Museum of Fine Arts di Taiwan e nel 2016 per Dissolvenze a cura di Annalisa Filonzi nella USB Gallery di Jesi.


Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai delle esposizioni o dei nuovi lavori in cantiere?

Il 2018 comincia con una residenza in Uruguay nei mesi di Marzo e Aprile  Participar en el arte, programma di Residenza organizzato dall' Associazione Ottovolante di Bologna e la Fondazione Magistra di Montevideo, progetto cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. 

BIOGRAFIA



Dopo la laurea in Beni Storico Artistici presso l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila Valentina Colella si specializza in Progettazione Museale presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. L'artista approfondisce diversi scenari che rimandano ad un concetto di opposizione spaziando dalla pittura alle installazioni, dai video ai frames attinti da internet. Nel 2013 nella mostra  WhiteOut presso la Hundred Years Gallery di Londra, inizia a sviluppare l’immagine del Volo estrapolato da Google maps, ricerca che si sviluppa in diverse tappe, divenendo anche soggetto della performance 29 Stations of the cross avvenuta su Facebook e documentata con 29 stampe incluse nella mostra Gestures-Body Art Stories-Marina Abramović & The Others presso il Kaohsiung Museum of Fine Arts di Taiwan.

Nel 2015 fa parte del collettivo internazionale Spirit-stick e negli anni espone in numerose mostre all'interno di gallerie private e in spazi istituzionali di primo piano legati al mondo dell'arte contemporanea italiana quali il Museo Luigi Pecci di Prato e il Mart di Rovereto.

All'estero i suoi lavori sono stati presentati in molteplici occasioni presso Colonia in Germania; Mar Del Plata in Argentina; Philippi, Cape Town e Johannesburg in Sud Africa.

Per ulteriori informazioni, ecco il sito dell'artista.